Trading e psicologia
Aspettative e intenzioni
Fattori tecnici e fondamentali sono innegabilmnete importanti per determinare le dinamiche del mercato dei cambi. Tuttavia, vi sono altri due fattori che sono di grande importanza per capire i cambiamenti di breve termine nel mercato. Questi due fattori sono le aspettative e le intenzioni. Sebbene simili, questi due fattori hanno di fatto un impatto differente sul mercato.
Le aspettative si formano prima della pubblicazione delle statistiche e dei rapporti finanziari. Lo studio di questi dati da soli non è sufficiente a capire quale sarà l’andamento futuro di una valuta.
Se, per esempio, il PIL statunitense cresce dal 5.00% al 7.00% rispetto al quadrimestre precedente, ciò non significa che il dollaro automaticamente crescerà in egual misura. Se invece le previsioni del mercato hanno previsto una crescita dell’8.00%, un livello del 7.00% potrebbe generare delusione e una reazione del mercato molto diversa da quell ache si sarebbe aspettati se non si fosse stati a conoscenza della previsione di crescita.
Tuttavia, le aspettative possono essere facilmente sostuite dalle intenzioni del mercato. Con questo termine si intende il comportamento prevalente del mercato vis-à-vis un certo tasso di cambio. Il comportamento può derivare dalla valutazione della situazione economica generale del paese in questione, da un ottimismo generalizzato nel mercato, o da altri fattori esogeni. Consideriamo ancora l’esempio sul PNL statunitense. Poniamo che i mercati non reagiscano alla notizia che la crescita del PNL sia di 7.0%, cioè inferiore alle previsioni di un punto percentuale. Ciò potrebbe essere dovuto al fatto che le intenzioni e prospettive nel confronti del dollaro sono positive indipendentemente dai dati previsti e dai dati registrati. Mercati di capitali solidi o una debolezza nei fondamentali delle contro valute (euro, yen o sterline) potrebbe essere la causa di questa situazione di ottimismo nei confronti del dollaro.
Due termini spesso usati al posto di “intenzione” sono “sentimento” (dall’inglese sentiment) e “psicologia”. Durante i primi mesi del 2000, una forta pressione alla vendita si è concentrata sull’euro nei confronti del dollaro nonostante l’Eurozona avesse mostrato dei fondamentali in costante miglioramento. Questa situazione può essere ricondotta al fatto che la psicologia del mercato favoriva in maniera decisa le attività in dollari statunisti a causa di continui segnali di crescita senza inflatione, e a causa della sensazione che ulteriori aumenti dei tassi d’interessi statunitensi avrebbero costituito un vantaggio per i differenziali in dollari senza perturbare l’espansione economica.
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